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Cernunnos
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Nella mwcwmitologia celtica, mwdaCernunnos è un Dio della fecondità, della virilità, della caccia, della guerra, dell'abbondanza, degli animali, della natura selvaggia e anche della morte e dell'oltretomba. Come "mwdqDio Cornuto", Cernunnos fu una delle numerose divinità simili presenti in molte culture antiche. È associato alla figura Oltretombale del mwdgDis Pater.

Contents

Note

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Origini

Dalle fonti archeologiche si sa che Cernunnos veniva adorato in mwegGallia, in mwewItalia settentrionale (mwfaGallia cisalpina) e sulla costa meridionale della mwfqBritannia. Sembra che il dio "cornuto" fosse comunque una divinità preceltica di origine sciamanica adorata in tutto il continente indoeuropeo. Interessante vedere alcune incisioni di epoca mwfgpaleolitica e le rappresentazioni del proto-mwfwPaśupati (dio degli animali) del 3000 a.C. della mwgaCiviltà della valle dell'Indo. In quest'ultima, la divinità precedente a mwgqShiva è rappresentata con molti attributi simili a Cernunnos e nella stessa posizione. Quella che probabilmente è la più antica immagine di Cernunnos si trova tra le mwggIncisioni rupestri della Val Camonicacite-ref-valcamonica-1-0[1]cite-ref-2[2], in mwiwItalia, e risale al mwjaIV secolo a.C., mentre la più conosciuta si trova sul famoso mwjqCalderone di Gundestrup della mwjgDanimarca pregermanica e risalente al mwjwI secolo a.C. costruito nell'odierna mwkaBulgaria da artigiani celtici o seguendo questo stile, che testimonia l'interesse per questa divinità anche al di fuori del territorio gallico.

Nella religione gallo-romana, il suo nome è noto dal "Pilastro dei barcaioli" (mwkgmwkwPilier des nautes), un monumento ora situato al mwlaMusée Nationale du Moyen Age a mwlqParigi. Fu costruito da marinai celti all'inizio del mwlgI secolo d.C., dall'iscrizione (CIL XIII number 03026) probabilmente nell'anno mwlw14, all'inizio del mwmaprincipato di mwmqTiberio. Fu trovato nel mwmg1710 nelle fondamenta della mwmwcattedrale di Notre-Dame sul sito di mwnaLutetia, la mwnqcivitas capitale della tribù mwngceltica dei mwnwParisii. Raffigura Cernunnos e altre divinità celtiche insieme a divinità romane come mwoaGiove, mwoqVulcano, mwogCastore e Polluce.

Il mwpaPilier des nautes fornisce la prima evidenza scritta del nome della divinità. Ulteriori evidenze sono fornite da due placche identiche di metallo da Steinsel-Rëlent nel mwpgLussemburgo, nel territorio della tribù celtica dei mwpwTreveri. Queste iscrizioni (AE 1987, 0772) si leggono mwqaDeo Ceruninco, "al Dio Cerunincos". Infine, un'iscrizione gallica (RIG 1, number G-224) scritta in lettere greche da mwqqMontagnac (mwqgHérault, mwqwLinguadoca-Rossiglione, mwraFrancia) si legge mwrqαλλετ[ει]υος καρνονου αλ[ι]σο[ντ]εας che ci dà il nome "Carnonos".

Etimologia

Sulla iscrizione dei Parisii mwtq[_]ernunnos, la prima lettera fu cancellata, ma può essere agevolmente restituita in "Cernunnos" a causa della raffigurazione di un dio con le corna sotto il nome e dal fatto che in mwtggallico, mwtwcarnon o mwuacernon significa "corno"cite-ref-3[3]. Similmente mwvqcern significa "corno" o "capo" in mwvgAntico Irlandese ed è etimologicamente affine al termine simile mwvwcarn in mwwaGallese e mwwqBretone. Queste derivano dalla radice proto-indoeuropea mwwg*krno- che ha dato anche il latino mwwwcornu e germanico mwxa*hurnaz (dal quale l'inglese "horn")cite-ref-4[4]cite-ref-5[5].

La stessa radice gallica si trova nei nomi di tribù come i mwzgCarnuti, i mwzwCarni e i mwaaCarnonaci e nel nome della tromba gallica da guerra, la mwaqcarnyx. Perciò, la forma mwagproto-celtica di questo teonimo può essere ricostruita o come *mwawCerno-on-os o come *mwbaCarno-on-os, entrambi col significato di "divinità maschile cornuta". Il tema mwbq-on- si trova di frequente, ma non esclusivamente, nei teonimi (esempi: mwbgMap-on-os, mwbwEp-on-a, Matr-on-ae, mwcqSir-on-a).

Seguendo le leggi fonetiche celtiche, la forma romano-britannica di questo teonimo proto-celtico deve essere verosimilmente stata mwcw*Cernonos o mwda*Carnonos, entrambe direttamente comparabili con la forma gallica Cernunnos.

Iconografia

Le raffigurazioni di Cernunnos sono notevolmente coerenti in tutto il mondo celtico. Il suo attributo più caratteristico è costituito dalle sue corna di cervo, ed è di solito raffigurato come un uomo maturo con barba e capelli lunghi. Indossa un mwgqmwggtorquis, un collare ornamentale usato dai Celti come segno di nobiltà. Egli spesso indossa altri mwgwtorc ai polsi o appesi alle corna, e ha una borsa piena di soldi. Di solito viene raffigurato seduto a gambe incrociate, in una posizione che alcuni hanno interpretato come meditativa o sciamanica, sebbene possa riflettere soltanto il fatto che i Celti si accovacciavano quando cacciavano.

Cernunnos è quasi sempre raffigurato con degli animali, in particolare il cervo. È frequentemente associato anche con una creatura mitologica che sembra appartenere prima di tutto a lui, il mwhgserpente cornuto, creatura che potrebbe essere una divinità essa stessa. Meno frequentemente, è associato anche con altri animali, compresi il mwhwtoro (a mwiaReims), il mwiqcane e il mwigtopo. A causa della sua frequente associazione con animali, gli studiosi spesso descrivono Cernunnos come "mwiwSignore degli animali" o "Signore del mondo selvatico". A causa della sua associazione col cervo (un animale particolarmente cacciato) è anche descritto come "Signore della caccia". È interessante che il mwjaPilier des nautes lo colleghi con i marinai e con il commercio, suggerendo che egli fosse associato anche con la ricchezza materiale come dimostra anche la borsa con le monete del Cernunnos di Reims (Marne, Champagne, Francia) - nell'antichità, Durocortorum, la mwjqcivitas capitale della tribù dei mwjgRemi - e il cervo che vomita monete proveniente da Niedercorn-Turbelslach (Lussemburgo) nel territorio dei mwjwTreveri.

Medioevo

Tracce del dio sopravvissero in epoca cristiana. Le tradizioni letterarie sia del Galles che d'Irlanda contengono allusioni a questo Dio, è stato infatti ipotizzato come sua ipostasi mwkgArawn del Mabinogion, mentre in mwkwBretagna il leggendario San mwlaKorneli (o Cornély) a Carnac ha gli attributi di Cernunnos. È stato ipotizzato che Sacerno, frazione di mwlgCalderara di Reno e conosciuta nel Medioevo come San Chierno, derivi il suo nome da Kernumnos, poi deformato in San Cernumnos e San Chiernunnos, il cui culto locale è attestato dal ritrovamento di una lapide antica che lo raffigura.cite-ref-6[6]. È stato anche ipotizzato che il mito inglese di mwmwHerne il Cacciatore sia un'allusione a Cernunnos, sebbene sembri che Herne sia una sopravvivenza delle credenze dei mwnaSassoni, piuttosto che dei mwnqCelti, e sia menzionato per la prima volta nel mwng1597 nella mwnwcommedia di mwoaWilliam Shakespeare mwoqmwogLe allegre comari di Windsor, Atto 4, Scena 4.

Neopaganesimo

Nella mwpqWicca viene talvolta usata l'iconografia derivata dalla storica cultura celtica, compresa l'immagine di Cernunnos al quale si fa riferimento come il Dio Cornuto. Questa versione di Cernunnos è poco fondata, più che sul piano storico, sul piano del simbolismo fallico, fuso con elementi presi da mwpgPan. Gli aderenti generalmente seguono per Cernunnos un ciclo di vita-fertilità-morte, sebbene la sua morte sia adesso posta solitamente a mwpwSamhain, la festività celtica del nuovo anno solitamente posta al 31 ottobre. Si deve notare, comunque, che la Wicca non è in alcun modo una esatta ricostruzione della religione e della cultura celtica, nonostante le pretese di alcuni Wiccan.cite-ref-7[7]

Influenza culturale

All'iconografia di Cernunnos si è ispirato il regista d'animazione mwrgMiyazaki per la figura dello Shishigami, divinità cervide che compare nel suo film mwrwmwsaPrincess Mononoke. Viene rappresentato come personaggio negativo nel libro terzo della saga mwsqmwsgI segreti di Nicholas Flamel, l'immortale, mwswmwtaI segreti di Nicholas Flamel, l'immortale - L'incantatrice. Viene raffigurato come una creatura feroce e primordiale, con zampe caprine e il volto di un uomo bellissimo, sormontato da palchi di cervo. Nella serie TV mwtqmwtgPagan Peak il capo spirituale di una comunità mwtwneopagana austriaca utilizza il nickname mwuaCernunnos per divulgare il proprio pensiero attraverso il web. Nella serie TV franco-belga mwuqZone Blanche - Black Spot la figura di mwuwCernunnos ne pervade tutto il racconto (2 stagioni per un totale di 16 puntate) pur non comparendo quasi mai. Tutta la trama si sviluppa nella piccola cittadina, fittizia, di Villefranche che sorge in mezzo ad una fitta foresta, e tra le montagne, foresta che è mwvaviva ed abitata da un essere che viene assimilato alla mwvqdivinità celtica di cui ha le sembianze. Nella prima stagione di mwvgmwvwTrue Detective compaiono numerosi riferimenti alla divinità celtica Cernunnos, evocata attraverso simboli di corna, rituali pagani e il richiamo alla natura selvaggia, elementi che incarnano il legame tra uomo, istinto primordiale e decadenza spirituale.

Note

cite-note-valcamonica-11. mwyamwyqSansoni e Gavaldo (1995),mwyg p. 156.
cite-note-22. mwzgmwzwAusilio Priuli, mw0amw0qPiancogno, su mw0gItinera. mw0wURL consultato il 9 maggio 2014 mw1a(archiviato dall'mw1qurl originale il 21 agosto 2013).
cite-note-33. mw2qmw2gDelmarre (1987),mw2w pp. 106-107.
cite-note-44. mw3wmw4aNussbaum (1986).
cite-note-55. mw5amw5qPokorny (1959),mw5g pp. 574-576.
cite-note-66. mw6gmw6wmw7aVisita a Sacerno, su mw7qcentroculturaleanzolese.com, Domenica 17 aprile 2016.
cite-note-77. mw8qmw8gmw8wCopia archiviata, su mw9aclannada.org. mw9qURL consultato l'8 febbraio 2006 mw9g(archiviato dall'mw9wurl originale l'8 febbraio 2006).

Bibliografia

• mw-w(LA) Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), vol. 13, n. 03026.
• citerefdelmarre-1987(FR) Xavier Delmarre, Dictionnarie de la langue gauloise, 2ª ed., Parigi, Editions Errance, 2003, ISBN 2-87772-237-6.
• mw-g(FR) Michel Lejeune, Textes gallo-grecs, a cura di Paul-Marie Duval, Recueil des inscriptions gauloises (RIG), vol. 1, Parigi, Editions du CNRS, 1995, ISBN 2-222-03460-4.
• citerefnussbaum-1986(EN) Alan J. Nussbaum, Head and Horn in Indo-European, Berlino-New York, Walter de Gruyter, 1986, ISBN 3-11-010449-0.
• citerefpokorny-1959(DE) Julius Porkorny, Indogermanisches etymologisches Wörterbuch, Berlino, Franke Verlag, 1959.
• mwaqiJohn Arnott MacCulloch e Francesca Diano, La religione degli antichi celti, Vicenza, Neri Pozza Editore, 1998, ISBN 88-7305-622-9.
• mwaqqAlexei Kondratiev e Marco Massignan, Il tempo dei celti. Miti e riti: una guida alla spiritualità celtica, Milano, Apogeo, 2005, ISBN 88-503-2365-4.
• mwaqyMiranda J. Green, Dizionario di mitologia celtica, Milano, Bompiani, 2003, ISBN 88-452-9268-1.
• mwaqgPaul-Marie Duval, Cernunnos, il dio dalle corna di cervo, in Yves Bonnefoy (a cura di), Dizionario delle mitologie e delle religioni, Milano, Rizzoli, 1989, ISBN 88-17-14519-X.
• citerefsansoni-e-gavaldoUmberto Sansoni e Silvana Gavaldo, L'arte rupestre del Pià d'Ort. La vicenda di un santuario preistorico alpino, Capo di Ponte (BS), Edizioni del Centro, 1995, SBN LO10384671.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Cernunnos, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgoodreads(EN) Cernunnos, su Goodreads.
• mwarg(EN) Gundestrup Cauldron, su shadowdrake.com.
• mwaro(EN) Vindos, su traditionalwitchcraft.org. URL consultato l'8 febbraio 2006 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2005).